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recensioni

 
I LABORATORI DELLA CICALA
FIGLI: MANUALE DI ISTRUZIONI CERCASI


LA CICALA IN MOSTRA
LE CITTĄ INVISIBILI: LIBERE INTERPRETAZIONI DI PAOLA ALBANI


LE SERATE DELLA CICALA
ALBERgO CASIRAGHY: UN CASO DI TOLLERANZA


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LIBERARE LE PAROLE NASCOSTE


LE SERATE DELLA CICALA
VINCERE BARBABLU


 

 

 

 
IMPROVVISO SCHERZO NOTTURNO
Matteo Corradini, illustrazioni di Pia Valentinis
RueBallu, 2015
libro recensito da: Cicala

"Se Bartolomeo Cristofori non avesse inventato l'Arpicembalo col Piano e Forte, nessun viaggio avrebbe senso. Lo penso ogni volta che accendo il camion."


Come premessa per un libro che si dichiara sin dal sottotitolo un "viaggio nella musica di Fryderyk Chopin" non è male: il riferimento dotto all'Arpicembalo di Cristofori come specie di metonimia del pianoforte c'è e il viaggio anche, solo una cosa manca: Chopin, e una stona: il camion.

Se avete notato queste due "dissonanze" vuol dire che in questo libro non avete ancora avuto modo di cadere a capofitto altrimenti sapreste che il protagonista di questa storia non è il grande pianista polacco - ingenui! - bensì un camionista, forse un po' sui generis, forse particolarmente romantico se non altro in fatto di gusti musicali, ma un vero camionista che trasporta grossi rimorchi in giro per l'Europa. Quando si apre la narrazione, apparentemente ex abrupto (dovrete arrivare alle ultime pagine per scoprire che l'apparenza inganna più di quanto non sembri, più di quanto abbiate immaginato), il protagonista camionista narratore in prima persona è in viaggio da Varsavia a Parigi, questa volta ha con sé un trasporto speciale: un pianoforte. Un pianoforte come quelli che ascolta alla radio ininterrottamente durante i suoi viaggi, solo che questo è imballato e muto. O forse no?

Forse no. Inspiegabilmente un uomo infreddolito è riuscito ad entrare nel rimorchio del camion e.... non ha resistito, si è messo a suonare. Il suo nome è Fryederyk e due cose sole lo caratterizzano subito: l'essere un compositore e, soprattutto, la malinconia, minimo comun denominatore della vita e della musica di questo emaciato, tisico, fantasmagorico subdolo autostoppista che accompagnerà il protagonista dalla Polonia alla Francia.

Piano piano i due uomini si svelano l'uno all'altro, scopriranno, e noi con loro, che il pianoforte ed il camion hanno più cose in comune di quanto avremmo mai potuto supporre, il doppio scappamento, per esempio (e se come me non avete la più pallida idea di cosa sia...quanto meno per un camion, andate a pagina 77 del libro!). Non vi svelerò cosa i due protagonisti vivono e nemmeno i colpi di scena che trapuntano la narrazione perché certi piaceri non si possono frustrare. Questo è un libro che va semplicemente gustato lasciandosi sopraffare dalla più assoluta sospensione dell'incredulità.
(...)


Età di lettura consigliata: 9+


(Recensione a cura di Roberta Favia tratta dal suo blog Teste fiorite, che vi inviatiamo a visitare per completare la lettura della recensione)






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